Il panorama meraviglioso sulle colline romagnole, tanto verde e una storia affascinante.

Cesena, che della Romagna è degna rappresentante, diventata anche provincia insieme a Forlì nel 1992, è secondo me ancora turisticamente abbastanza sottovalutata. Molti dei suoi tesori sono sconosciuti ai più, altrettanto lo è la sua storia; Cesena ha infatti, tra le altre cose, dato i natali a due papi e promosso la costruzione della prima biblioteca civica europea. Mi sono ripromessa di scrivere un post che ve la faccia conoscere e apprezzare come merita.
Oggi vorrei però partire da uno dei suoi monumenti più importanti, la bellissima Rocca Malatestiana.Posta sulla sommità del colle Garampo e circondata dal Parco della Rimembranza, è una fortezza nata per difendere la città; quella attuale è la terza fortificazione costruita a poca distanza dalle rovine delle due precedenti di epoca tardo-romana e medievale. La prima fortezza, detta "Rocca antica", si trovava più a monte, sull'antico "castrum romanum", e venne distrutta da una frana provocata da una piena del fiume Savio intorno all'anno 1000. Successivamente fu costruita più a valle la seconda, detta  "Rocca vecchia", nota come "Rocca dell'Imperatore" perché vi soggiornò Federico Barbarossa.

Nella primavera del 1357 Cia degli Ubaldini, moglie di Francesco II Ordelaffi, signore di Forlì, guidò l'ultima resistenza della Rocca di Cesena contro le milizie Papaline del terribile cardinale Albornoz. Dopo mesi di battaglie, Cia dichiarò resa il 21 giugno e abbandonò Cesena incendiando il campanile della cattedrale, come ultimo sfregio alla Chiesa.
La strada in cui si trova la Rocca ha preso il nome da questa straordinaria e coraggiosa donna.
La Rocca venne distrutta nel 1377 dall'esercito dei Bretoni, che saccheggiarono e incendiarono l'intera città. Ai nuovi  signori, i Malatesta, si impose l'obbligo di edificare una nuova Rocca. Fu scelta una posizione a ridosso della città e, intorno al 1380, Galeotto Malatesta diede inizio ai lavori, proseguiti poi sotto Andrea, Carlo e quindi Malatesta Novello. Nonostante questi fosse arrivato al punto di indebitarsi per vederla compiuta, alla sua morte nel 1465 i lavori, condotti negli ultimi anni dal fanese Matteo Nuti, non erano ancora conclusi. Le opere ebbero termine nel 1480, sotto la dominazione pontificia. Nel 1500 Cesare Borgia eresse Cesena a capitale del Ducato di Romagna, centro del suo potere. Nel 1502 arrivò Leonardo da Vinci, incaricato da Borgia di rilevare le fortificazioni delle città di Romagna conquistate. Della sua attività restano i rilievi della cinta muraria, con annotazioni sulle due rocche, e il disegno dei rastelli che proteggevano la porta principale di accesso alla rocca Nuova.

Fino alla fine del Settecento la Rocca mantenne la sua funzione di fortezza militare, ma dopo l'epoca napoleonica venne trasformata in carcere.

 

Monumento interessantissimo dal punto di vista militare, con la sua pianta vagamente pentagonale e i cinque torrioni angolari (cui vanno aggiunte due torri di raccordo e una terza solo ipotizzabile) di diversa forma e sezione, la Rocca di Cesena è oggi visitabile quasi nella sua interezza.

La porta d'ingresso si trova su una cortina spessa ben 12 metri e conduce alla "corte", oggi ridotta a semplice prato, dominata dai due torrioni centrali: il "mastio" o "maschio", alto e a pianta quadrata (dove è ospitato uno spazio espositivo delle ceramiche malatestiane) e il "palatium" o "femmina", tozzo e a pianta rettangolare, sede del Museo di Storia dell'Agricoltura. Al piano seminterrato sono conservati carri agricoli, calessi e attrezzi da lavoro. Al piano superiore è stata ricostruita una cucina contadina e una camera da letto. Al secondo piano sono esposte immagini e attrezzature che raccontano l'intero ciclo della canapa, e ancora attrezzi per il ciclo del grano. Al terzo piano è documentato l'intero ciclo dell'uva e del vino, sempre attraverso immagini e attrezzi. In questo stesso torrione si possono ammirare anche diversi tipi di armature, elmi, lance, alabardi, scudi e spade, oltre ad armi da fuoco di diverse epoche.

La torre maschio presenta, oltre alle già citate mostre tematichedi ceramiche e maioliche ritrovate negli scavi archeologici del centro storico, la stanza del Comandante della fortezza, che conserva i resti di un antico camino, nicchie, sedili e uno splendido soffitto a spirale. Dalla stanza parte una scala interna al muro, che permette di accedere al piano superiore dove sono custodite due celle del sistema carcerario che presentano, sulle pareti, disegni ed iscrizioni lasciate dai prigionieri.

Dalla torre maschio si scende, attraverso il ponte fisso, sul bastione ovest, dove inizia la passeggiata panoramica sulle mura.

 

Percorrendo i camminamenti interni si attraversa il "corridoio del pozzo", così chiamato per via di una grata a metà corso che si affaccerebbe sul famoso "pozzo dei rasoi", una tortura abbastanza diffusa che prevedeva di gettare i prigionieri nel pozzo, facendoli morire tagliati dalle lame che affioravano dalle pareti. Secondo altre interpretazioni, quello poteva essere un passaggio segreto da usare come via di fuga dal castello in seguito ad attacchi a sorpresa. Vi sono poi un corridoio dei fantasmi, una stanza delle torture e leggende affascinanti da scoprire.

 

I camminamenti situati nella parte superiore della fortezza venivano usati dai soldati come posizione difensiva del territorio. Dagli spalti imponenti si può godere di un panorama mozzafiato, che dalle colline arriva al mare.

 

Dal giugno 2012 la Rocca, con la nuova gestione affiancata dal Comune di Cesena, si è aperta alla città e alla ricerca contemporanea in molti settori, diventando spazio comune di incontro, centro di produzione storico-culturale, artistica, sociale, turistica ed enogastronomica, sportiva e ambientale. Durante la stagione estiva è possibile assistervi a concerti e altre manifestazioni. Qui trovate il calendario aggiornato degli eventi e altre informazioni utili per la visita.
Se decidete di fare un giro da queste parti, saremo ben liete di accompagnarvi!

 

Silvana

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