Presepi, mercatini e panone, le feste di Natale a Bologna.

"Ricordi fui con te a Santa Lucia, al portico dei Servi per Natale, credevo che Bologna fosse mia", cantava un giovane Guccini nel 1972. A Bologna niente fa più Natale dell'arrivo dei banchetti della fiera di Santa Lucia.

Sotto il portico dei Servi, in Strada Maggiore, da metà novembre fino al 26 dicembre, torna ogni anno l'appuntamento con il tradizionale mercatino di Natale: vi si trovano statuine per il presepe, dolci e caramelle di ogni tipo, alberi di Natale con annessi addobbi, idee regalo per tutti i gusti. Le origini della fiera sono molto antiche, risalgono alla fine del XVI secolo, quando papa Gregorio XIII donò alla diocesi di Bologna una reliquia di santa Lucia. Allora la fiera si svolgeva sul sagrato della chiesa omonima in via Castiglione dove i fedeli potevano acquistare icone, preghiere, incisioni, ritratti sacri. In seguito apparvero sculture in terracotta, gesso o cartapesta che finirono con l'entrare nelle case di tanti bolognesi. La fiera fu sospesa nel periodo napoleonico e riprese a metà dell'800 sotto lo stato pontificio, trasferendosi nel portico monumentale della basilica di Santa Maria dei Servi e diventando un punto di riferimento della tradizione iconica del presepe bolognese.


Nel corso degli anni, a questo mercatino se ne sono aggiunti molto altri.

Tra i più caratteristici, la fiera di Natale nel centro storico di Bologna, in via Altabella, vicino al palazzo arcivescovile e alla cattedrale di San Pietro e il mercatino di Natale francese, che ha preso piede negli ultimi anni e si tiene in piazza Minghetti fino al 21 dicembre: casette in legno, una Tour Eiffel in miniatura, formaggi, vini, cioccolato, baguette, pain au chocolat, biscotti, saponi e tante altre delizie riempiono la piazza, e ci si può anche fermare ad assaggiare ostriche e champagne, cassoulette, patate provenzali e altre specialità francesi.

 

Forse non è noto a tutti, ma anche Bologna, così come Napoli, ha una tradizione presepistica piuttosto antica.

I personaggi del presepe bolognese sono modellati o scolpiti in materiali quali terracotta, legno, cartapesta o gesso senza l'ausilio della stoffa per completare gli abiti. Caratteristica del presepe bolognese sono due personaggi originali: la Meraviglia, un personaggio femminile che esprime lo stupore di fronte agli eventi della natività e il suo opposto, il Dormiglione, una statuetta maschile che passa il suo tempo dormendo, senza accorgersi degli eventi.

Si possono ammirare i presepi classici della cattedrale di san Pietro, della basilica di san Petronio o della basilica di san Francesco che dagli anni cinquanta propone un affascinante presepe meccanico con effetti sonori e di luci. Anche il comune di Bologna ospita dal 2004 un presepe che viene allestito nel cortile d'onore di palazzo d'Accursio.

Alla mezzanotte del 31 dicembre, in piazza Maggiore, prende vita un'antica e consolidata tradizione bolognese e dei comuni limitrofi, ossia il rogo del vecchione, che consiste nel rogo di un grande fantoccio dalle sembianze di vecchio per festeggiare il capodanno. Il vecchione rappresenta appunto l'anno vecchio, con tutti i problemi che ha portato. Lo si brucia per lasciarsi tutto alle spalle e per accogliere il nuovo anno con speranza e fiducia. La tradizione del rogo di capodanno risale al 1922, quando viene bruciato per la prima volta in piazza Maggiore, nella notte di san Silvestro, un grosso fantoccio di cartapesta imbottito di petardi, realizzato in paglia e stracci da artigiani del territorio; negli anni bisestili veniva realizzato un fantoccio dalle fattezze femminili.
Dall'inizio della tradizione del rogo del vecchione, i festeggiamenti del capodanno includevano anche bande musicali e lotterie; dal 1986 la spettacolarizzazione è diventata sistematica con l'organizzazione di eventi promossi dal comune di Bologna, che prevedono l'esibizione di artisti dal vivo. Dal 1993 si è scelto di assegnare l'ideazione del vecchione ad artisti legati alla città. La loro poetica ha arricchito il rogo di messaggi di anno in anno nuovi e di pari passo anche la realizzazione si è raffinata per veicolare il pensiero degli artisti. Questa "nuova" tradizione è proseguita fino al giorno d'oggi, interrotta solamente durante i 5 anni della giunta Guazzaloca e nell'unico anno della giunta Delbono.

E poi c'è l'Epifania, che tutte le feste porta via. L'evento dei re magi giunti a Betlemme per adorare Gesù Bambino, viene ricordato a Bologna con un corteo composto da molte persone in costume, con greggi di pecore e guerrieri a cavallo che scortano i re magi, sui loro cammelli, alla mangiatoia allestita sul sagrato della basilica di san Petronio.

Infine, come si fa a non parlare di cibo? Siamo a Natale, a Bologna, la tradizione culinaria merita uno dei posti d'onore. Il pranzo delle feste parte ovviamente dai tortellini, quelli buoni, con la T maiuscola, cotti nel brodo di cappone, per passare poi allo zampone accompagnato da purè di patate e un misto di carne bollita con la sua buonissima salsa verde.
Per concludere degnamente, a Bologna non può mancare la sfilata finale di dolci: la torta di riso, la pinza con pasta frolla e mostarda bolognese, il certosino con mandorle, pinoli, cioccolato fondente e canditi, e il panone, preparato in varie versioni ma comunque a base di farina, mostarda di mele cotogne, miele, cioccolata fondente e fichi secchi.

Buon Natale a tutti voi che ci leggete, che siano festività di gioia e tanto cibo buono!

 

Silvana

Commenti: 0 (Discussione conclusa)
    Non ci sono ancora commenti.