Bologna la dotta: quando la cultura è anche meraviglia per gli occhi.

Si sa, quando si parla di primati le fonti paiono non essere mai abbastanza, e ognuno tira l'acqua al suo mulino :-)
Nel caso dell'università più antica del mondo occidentale però, il titolo sembra universalmente riconosciuto a Bologna. Ad ogni modo, classifiche a parte, l'università di Bologna ha origini antichissime.

Fondato nel 1088, l'Alma Mater Studiorum nacque come associazione tra studenti, libera e laica, nella quale gli associati erano legati tra loro da un giuramento di appartenenza con dei capi riconosciuti (rectores), e si preoccupavano di reclutare i docenti. Fin dai primi secoli gli studenti, per compensare i loro professori, iniziarono a raccogliere denaro, che nei primi tempi venne dato come offerta perché la scienza, dono di Dio, non poteva essere venduta. Poi, a poco a poco, la donazione si trasformò in salario vero e proprio, e dovette intervenire anche il comune per assicurare la continuità degli studi. La fama dell'università di Bologna si propaga, già dal medioevo, in tutta Europa, e diviene meta di ospiti illustri come Thomas Becket, Paracelso, san Carlo Borromeo, Torquato Tasso e Carlo Goldoni. Studiano a Bologna anche Pico della Mirandola e Leon Battista Alberti, e Nicolò Copernico vi studia diritto pontificio iniziando al contempo le proprie osservazioni astronomiche. Con la rivoluzione industriale, nel XVIII secolo, l'università promuove lo sviluppo scientifico e tecnologico. A questo periodo risalgono gli studi di Luigi Galvani che, con Alessandro Volta, Benjamin Franklin e Henry Cavendish, è uno dei fondatori dell'elettrotecnica moderna. Il periodo successivo alla nascita dello stato unitario italiano è per l'università di Bologna un'altra epoca floridissima in cui spiccano le figure di Giosuà Carducci, Giovanni Pascoli, Augusto Righi, Augusto Murri.

Fino al 1562 l'insegnamento universitario a Bologna era disperso in varie sedi. Fu tra il 1562 e il 1563 che venne costruito il palazzo dell'Archiginnasio, per volere del legato pontificio di Bologna, il cardinale Carlo Borromeo, e del vicelegato Pier Donato Cesi, su progetto dell'architetto bolognese Antonio Morandi detto Terribilia.
L'imponente edificio si trova su un lato di piazza Maggiore, sorvegliato da una bellissima statua di Galvani che dà il nome alla piazza, e costeggia l'intrico di viuzze che si addentrano nel vecchio mercato. L'intento della sua edificazione era quello di dare una sede unitaria alle scuole dei giuristi (diritto civile e canonico) e degli artisti (filosofia, medicina, matematica, scienze) che fino a quel momento erano sparse in vari luoghi della città. Da allora e per oltre due secoli (fino al 1803), l'Archiginnasio ha ospitato le lezioni dell'università, scandite dal rintocco della "Scolara", una delle campane della vicina chiesa di san Petronio. Nel 1805 l'ateneo fu trasferito a palazzo Poggi in via Zamboni, ma l'Archiginnasio è rimasto per definizione luogo di studio. Dal 1838 il palazzo è sede di una delle più importanti biblioteche storiche italiane, anzi la biblioteca comunale più grande d'Italia per numero di volumi: in essa confluirono i patrimoni dei conventi soppressi dalle leggi napoleoniche e numerose donazioni. Ovviamente gli studenti, universitari e non, continuano a frequentarla come hanno sempre fatto.

 

Già accedendo al cortile al piano terra si viene investiti dalla magnificenza un po' austera di questo luogo, in cui la cultura si respira letteralmente non appena varcata la soglia.
Dalla corte centrale, con un doppio loggiato, si dipartono due scaloni che salgono al piano superiore, con le pareti fittamente ricoperte di stemmi e di iscrizioni, a perenne ricordo dei tanti studenti e professori provenienti da tutto il mondo che hanno frequentato questo edificio. Lo scalone di destra era riservato ai giuristi, mentre quello di sinistra agli artisti: pare infatti che le due categorie non dovessero mai incontrarsi. 
All'interno dell'Archiginnasio possiamo ancora ammirare il prezioso e affascinante teatro anatomico, interamente in legno, integralmente ricostruito con precisione certosina a seguito dei bombardamenti. A volerlo fu il cardinale Lambertini, divenuto poi papa Benedetto XIV, consapevole dell'importanza scientifica dell'attività di sezionamento dei cadaveri che era stata per secoli avversata  dalla chiesa. Qui gli studenti potevano osservare il professore fare lezioni di anatomia sui corpi posizionati al centro della sala, operando dissezioni a suon di seghe e scalpelli, mentre un frate dell'Inquisizione controllava da una finestrella con una grata che non venissero oltrepassati i limiti imposti dalla religione. Il baldacchino della cattedra è sorretto da due statue lignee eseguite nel 1734 dal famoso anatomista e scultore Ercole Lelli e chiamate gli "Spellati" o "Scuoiati", a rendere l'idea delle pratiche esercitate tra quei banchi.
La disposizione della sala ad anfiteatro e il gusto del macabro resero questo luogo un teatro in senso stretto quando, nel XVIII secolo, l'anatomia-spettacolo portò anche nobili e signore a sedersi sui banchi degli studenti per assistere alle dissezioni.

Le dieci aule dove una volta si tenevano le lezioni fanno oggi parte della biblioteca e sono adibite a depositi librari, fiancheggiate da due aule magne, una delle quali è la grande sala detta dello Stabat Mater, poiché qui si tenne, nel 1842, la prima esecuzione dello Stabat Mater di Rossini sotto la direzione di Gaetano Donizetti. La sala è fastosa, riccamente decorata, utilizzata oggi per convegni e importanti manifestazioni, e fu teatro, nel 1921, di una serie di conferenze sulla relatività tenute da Albert Einstein.

L'altra aula magna, all'estremità opposta, è invece la sala di lettura della biblioteca, con le sue novanta postazioni, dove è possibile consultare liberamente i libri collocati sugli scaffali. Trascorrere qualche ora qui a leggere o studiare, chini sui lunghi tavoli di legno scuro e sovrastati dagli alti soffitti a cassettoni, ha immediatamente il potere di riportarci indietro nel tempo. La sola sala di consultazione ospita ben ventiduemila volumi, mentre l'intera biblioteca conserva oltre ottocentomila volumi e opuscoli.

Quale luogo migliore per rilassarsi e respirare cultura in questa stagione autunnale?

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