Le meraviglie d'Italia: la reggia di Caserta

C'è una parte campana qui in Feel It. Io vivo a Bologna da diversi anni, ma è proprio in Campania che sono nata e cresciuta, e il mio paese d'origine si trova a pochi chilometri da uno dei monumenti più belli d'Italia, la Reggia di Caserta.
Certamente ne avete tutti sentito parlare, ma non sono certa che tutti l'abbiate visitata. In tanti siete stati al Colosseo, all'arena di Verona, agli Uffizi, addirittura nelle bellissime ville sui laghi lombardi e veneti, ma quel palazzo reale laggiù forse non lo avete ancora visto. Questo è quello che mi è sembrato di capire parlando con molte persone conosciute negli anni. Se vorrete smentirmi ne sarò contenta :)

La settimana scorsa ho avuto modo di accompagnarvi dei visitatori, ed è stata l'occasione per rivederla,
ricordarne la bellezza e notare anche qualche particolare che potrebbe essere migliorato.

La Reggia di Caserta è un complesso grandioso, con una superficie di circa 45.000 mq, cinque piani, 1200 stanze e 1742 finestre, 34 scalinate e un'altezza di 36 metri. La sua storia inizia con la solenne funzione per la posa della prima pietra, avvenuta il 20 gennaio 1752, giorno del trentaseiesimo compleanno del re di Napoli Carlo di Borbone, il quale, colpito dalla bellezza del paesaggio casertano e desideroso di dare una degna sede di rappresentanza al governo della capitale Napoli, volle che venisse costruita una reggia tale da poter reggere il confronto con quella di Versailles. Il progetto fu affidato all'architetto Luigi Vanvitelli, che ne seguì la realizzazione fino alla sua morte, nel 1773. Il re chiese che il progetto comprendesse, oltre al palazzo, il parco e la sistemazione dell'area circostante, con l'approvvigionamento da un nuovo acquedotto che attraversasse l'annesso complesso di san Leucio. La nuova reggia doveva essere simbolo del nuovo stato borbonico e manifestare potenza e grandiosità, ma anche essere efficiente e razionale.

La reggia, considerata l'ultima grande realizzazione del barocco italiano, fu terminata nel 1845 (sebbene fosse già abitata nel 1780).

 

La decorazione degli interni e la sistemazione della piazza ellittica e dei quartieri laterali si protrassero fino alla prima metà dell'Ottocento. I proprietari storici sono stati i Borbone di Napoli, ma per un breve periodo il palazzo fu abitato anche dai Murat. Nel 1997 è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, insieme con l'acquedotto di Vanvitelli e il complesso di San Leucio.

 

La visita al palazzo inizia dallo Scalone d'Onore, che è stato tra l'altro set cinematografico di alcuni episodi di Star Wars, di scene di Angeli e Demoni, Mission Impossible e di diversi altri film, completamente rivestito in marmo e costituito da una grande rampa mediana e due laterali. Sulla parete frontale fanno bella mostra tre colossali sculture in gesso. Il Vestibolo superiore, ottagonale, è il fulcro scenografico del palazzo, dal quale si accede agli appartamenti reali e alla Cappella Palatina.

 

Visitare l'interno del palazzo significa stupirsi ininterrottamente per il continuo susseguirsi di stucchi, bassorilievi, affreschi, sculture, pavimenti a intarsio. La Sala di Marte, la Sala di Astrea, la Sala del Trono, la Sala del Consiglio, e poi le Sale delle Stagioni, il prezioso studio di Ferdinando IV, le Camere da Letto, e ancora i tre ambienti della Biblioteca, ricca di circa 14.000 volumi e opuscoli, e tante altre sale di eccezionale bellezza, vi lasceranno a bocca aperta. In ogni ambiente spiccano dipinti raffiguranti nature morte, paesaggi, eventi bellici, ritratti. Come se la bellezza artistica non bastasse, da alcuni punti del palazzo si vede chiaro il Vesuvio, in tutta la sua meraviglia.

 

Parte integrante della maestosità e della bellezza della Reggia è di sicuro il parco, che si sviluppa su una superficie di circa centoventi ettari. I lavori iniziarono nel 1753, contemporaneamente a quelli per la costruzione dell'Acquedotto Carolino le cui acque, dalle falde del monte Taburno, dopo un percorso di circa 38 chilometri avrebbero dovuto alimentare le fontane del Parco. Numerose sono appunto le fontane riccamente decorate che si susseguono lungo l'asse mediano, da quella Margherita, piccola e posta al centro di una rotonda, a quella di Diana e Atteone, ampia e scenografica, adorna di 14 statue raffiguranti ninfe e cacciatori. Ne risulta un effetto scenografico di grande impatto che raggiunge il culmine nella Grande Cascata

Sulla sommità del parco si apre il pittoresco Giardino Inglese (1786), voluto dalla regina Maria Carolina d'Austria, che ne decise la realizzazione su consiglio dell'ambasciatore britannico Lord Hamilton. Il botanico inglese John Andrew Graefer, in collaborazione con Carlo Vanvitelli, curò la sistemazione del terreno prescelto, esteso per circa 23 ettari. Percorrendo i numerosi sentieri, si incontrano l'Aperia-un'antica serra-, il suggestivo Bagno di Venere-un piccolo laghetto con la statua della Dea inginocchiata-le finte rovine del Criptoportico, testimonianza del fascino esercitato dagli scavi di Pompeo ed Ercolano. Ricco di specie botaniche originarie di tutti i continenti, cedri, azalee, camelie, rose di Damasco, lecci e maestose conifere, il giardino da solo meriterebbe la visita alla Reggia.

 

Da poco meno di un anno, la Reggia ha un nuovo direttore bolognese, Mauro Felicori, e, a detta di chi vive da vicino la realtà casertana, la situazione generale è migliorata. Tra le note di merito, le aperture serali del palazzo per eventi suggestivi e meritevoli.
Sul sito ufficiale potete trovare tutte le informazioni.

 

Ci sono ancora delle lacune per i visitatori, è innegabile. Il giardino inglese meriterebbe qualche indicazione al suo interno, per evitare di girare a vuoto. Gli splendidi arredi degli interni meriterebbero di essere lucidati al meglio, per esaltarne la magnificenza. Il personale potrebbe essere sicuramente più entusiasta e collaborativo.
La bellezza suprema del luogo ci fa chiudere un occhio, la Reggia è talmente bella che, anche se fosse maltrattata e trascurata, splenderebbe di luce propria.

Eppure sarebbe ora di smettere di dare per scontato tutto e iniziare davvero a prenderci cura dei nostri patrimoni, è quello che ho pensato uscendo dalla Reggia nella luce del tramonto di agosto. Sì, continuo ad essere innamorata di questa mia terra.

 

Silvana

 

Grazie a Stefania Carnevale per alcune delle foto di questo post!

 

 

 


 

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Commenti: 1
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