"O Romeo, Romeo"... Un balcone su Verona.

Giulietta:"E come sei giunto fino a qui? Dai, dimmi come e perché. Le mura del cortile sono irte e difficili da scalare, e questo luogo, considerando chi sei tu, potrebbe significare la morte se qualcuno della mia famiglia ti scoprisse".

Romeo:"Ho il mantello della notte per nascondermi ai loro occhi. Se tu mi ami non mi importa che essi mi scoprano. Meglio perdere la vita per mezzo del loro odio, che sopravvivere senza godere del tuo amore."

 

Un amore nella tragedia. Shakespeare, che nel 2016 viene ricordato a 400 anni dalla sua morte, è un poeta di grande attualità. Le sue opere tragiche, intrise di sentimenti potenti, i suoi sonetti, di un amore delicato e fragile, riecheggiano lungo le strade di alcune città del Veneto: Venezia, in primis, con Il mercante di Venezia, Verona con il celeberrimo Romeo e Giulietta . 

Una tragedia, quest' ultima, che tocca i cuori di tutti, e che di sicuro rappresenta la fortuna di una città.

A Verona, infatti, la casa della giovane donzella Capuleti è frequentata da migliaia di turisti curiosi e divertiti, non solo a scrivere ed imbrattare (ahimè) sui muri duecenteschi con frasi d'amore indelebili (nel vero senso della parola), ma anche a sfregare il palmo della mano sul florido seno destro, oramai usurato, della graziosa statua che li accoglie con leggiadria proprio nel cortile della sua dimora. La statua è dello scultore Nereo Costantini, scolpita nel 1972 e diventò a far parte dell'arredo museale proprio a partire da quegli anni.

 

Ma chi fu Giulietta Capuleti? 

Tracce delle due famiglie sono presenti nel VI canto del Purgatorio di Dante, nel quale il grande Poeta testimonia di aver trascorso del tempo a Verona con una sorta di reportage che racconta degli scontri sanguinari tra guelfi e ghibellini.

"Vieni a vedere Montecchi e Cappelletti, Monaldi e Filippeschi, uom senza cura: color già tristi, e questi con sospetti!"

Non sappiamo se in effetti le due famiglie si contendessero il potere economico e politico della città scaligera, ma si sa di per certo che i Montichi (o Montucoli ndr) erano importanti mercanti ghibellini ed erano spinti a compiere una lotta sanguinaria, soprattutto contro la famiglia guelfa dei Sambonifacio.

 

La casa di Giulietta

In via Cappello 23, a pochi passi da piazza delle Erbe e nascosta da delle inferriate imponenti, potete trovare la casa di Giulietta. 

Lo stemma, che chiaramente rimanda ad un cappello, è presente proprio lungo l'androne. Esso rimanda al cognome della famiglia di mercanti che dimorò in questi luoghi, la famiglia Dal Cappello. 

La costruzione è un'antica casa torre risalente al 1200 e che vide nel corso dei secoli diverse aggiunte e modifiche strutturali e decorative.

Il cortile attuale è più piccolo rispetto all'originale. Attualmente accoglie un negozio di souvenir, un condominio del Novecento e il foyer del Teatro Nuovo. L'intera costruzione fu restaurata completamente nei primi decenni del Novecento quando lo Stato Italiano acquisì la proprietà e fece divenire questa dimora un museo vero e proprio.

L'intero nucleo rimanda, per gusto architettonico, all'epoca in cui fu scritta l'opera, facendo dunque sognare i due milioni di turisti che affollano ogni anno questo luogo magico ed immaginifico. 

Per quanto l'accesso alla casa sia solo una scusa dei visitatori per affacciarsi al balcone di Giulietta, c'è da dire che gli interni della casa di Giulietta, che si snodano su due piani, è comunque molto interessante. Gli arredi d'epoca ed i brani di Shakespeare presenti in tutte le stanze, ricordano i momenti della tragedia. 

Per i veri appassionati, c'è pure a disposizione uno scrittoio dov'è possibile scrivere messaggi d'amore a Giulietta ed una cassetta delle lettere. Vi è pure un tavolo multimediale per la consultazione delle notizie riguardanti i due innamorati, ma anche i luoghi dedicati alla loro memoria, come la casa di Romeo e la Tomba di Giulietta, sempre a Verona.

Infine, il letto, i costumi ed i disegni relativi al film di Franco Zeffirelli sono esposti in una sala all'ultimo piano.

 

La tomba di Giulietta

Situata a due passi dall'Arena, la tomba è ospitata all'interno dei Laconici giardini dell'ex convento di S.Francesco al corso.

Nell'ipogeo dei giardini è presente il sarcofago scoperchiato dove si racconta sia stata collocata la salma della povera sciagurata Giulietta. La sepoltura della ragazza rappresenta un'eccezione dell'epoca: all'inizio del trecento infatti i suicidi non avevano diritto ad una sepoltura tradizionale, ma le autorità, vista la nomea dell'innamorata, decisero di seppellirla in un semplice giaciglio, privo di iscrizioni e stemmi.

Nel corso del Cinquecento, però, la fama di Giulietta crebbe a dismisura provocando la preoccupazione della Chiesa che cercò di disfarsi delle spoglie della Capuleti, trasformando il suo sarcofago in un recipiente per l'acqua.

Nonostante ciò, grandi personaggi si recarono in visita a Verona, con l'intento di ricalcare il la storia di questa tragedia shakesperiana: George Byron, Maria Luisa d'Austria e Charles Dickens  ne sono da esempio.  Nonostante l'incuria nei secoli, nel 1937, la tomba fu finalmente spostata dall'orto al sotterraneo vicino al chiostro, visitata ora da moltissimi turisti.

 

A Verona, però, la Giuliettamania non si ferma solo con la visita ai luoghi resi celebri dal poeta inglese, ma si conferma con la fondazione di un club tutto speciale, il Club di Giulietta. Vi è infatti un gruppo amatoriale che risponde con regolarità alle circa 4.000 lettere che ogni anno la Capuleti riceve per trovare una soluzione ai problemi dei poveri cuori infranti.

Per mantenere viva l'associazione culturale ogni anno viene promosso un concorso, CARA GIULIETTA, che ogni anno premia la lettera più interessante che la Giulietta veronese riceve.

Inoltre il 16 settembre, giorno del compleanno di Giulietta, si organizza un grande Festival Medievale nel Cortile del Mercato Vecchio e Piazza dei Signori con intrattenimenti, spettacoli teatrali e concerti.

 

Negli ultimi anni, infine, è nato un progetto molto interessante: si chiamava Love Stone e permetteva agli innamorati di lasciare un messaggio indelebile, ma non sui muri dell'androne.

Ad oggi hanno momentaneamente sospeso il servizio, ma è interessante l'idea dell'iniziativa che era stata proposta: tutti i visitatori che si recavano in pellegrinaggio al balcone di Giulietta potevano esprimere il loro amore direttamente su un pannello. Love Stone permetteva oltretutto di acquistare e personalizzare con l'incisione dei propri nomi le mattonelle che serviranno a restaurare la Terrazza di Giulietta, oggi foyer del Teatro Nuovo di Verona.

 

 

Il lato meno romantico, forse, è che Shakespeare in questi luoghi non c'è mai stato... ma insomma, i racconti sono belli soprattutto se sono immaginati, non credete?

 

 

Laura

 

 

 

 

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Commenti: 5
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