Tra i capanni di erbe palustri: una visita all'ecomuseo di Villanova

Voi lo sapete cos'è un ecomuseo? La definizione vera e propria risale agli anni 70 in Francia, a indicare "qualcosa che rappresenta ciò che il territorio è, ciò che sono i suoi abitanti, a partire dalla cultura viva delle persone, dal loro ambiente, da ciò che hanno ereditato dal passato, da quello che amano e che desiderano mostrare ai loro ospiti e trasmettere ai loro figli". Un ecomuseo si occupa di studiare, conservare, valorizzare e tramandare la memoria di una comunità e del suo territorio. Attualmente in Italia abbiamo oltre cento ecomusei, che non sono da confondere in alcun modo con i musei. Un ecomuseo non è circoscrivibile a un edificio, non è racchiuso da mura; il patrimonio che esso aspira a valorizzare è spesso intangibile e soggetto a cambiamenti. Al pari dei musei d'arte, anche queste istituzioni possono diventare una grande attrattiva per il turismo, soprattutto quello sostenibile.

 

In provincia di Ravenna, a Villanova di Bagnacavallo, si trova l'ecomuseo delle erbe palustri. Siamo nella Bassa Romagna, territorio caratterizzato un tempo da vasti territori allagati, ambiente ideale per la crescita di una ricchissima vegetazione spontanea. Proprio qui, nel XIV secolo, sorse Villanova delle Capanne. Le abitazioni erano usate anche come laboratori, dove la popolazione svolse a lungo un'attività artigianale che la rese famosa anche fuori dall'Italia. Stuoie, legacci, impagliature di sedie, borse, scope, panciotti, pantofole, cappelli, venivano fuori grazie all'abilità nell'intrecciare le erbe palustri. L'apice di questa attività si è avuto alla fine dell' 800. Poi, negli anni '50, a seguito dell'industrializzazione, la qualità dei manufatti ha iniziato a risentire della priorità data alla moda e alla quantità, per poi interrompersi negli anni '70 con l'arrivo delle materie plastiche. Le materie prime usate, tutte presenti nell'ambiente limitrofo, erano cinque varietà di erbe palustri: canna, stiancia, carice, giunco e giunco pungente. Insieme all'utilizzo delle erbe, si lavoravano i legni della zona, ossia pioppo e salice. 

 

La storia di questo ecomuseo nasce nel 1985, quando un piccolo gruppo, nucleo fondante di quella che sarà l'Associazione Culturale Erbe Palustri, inizia un lavoro di indagine e recupero all'interno del paese. L'origine di questa avventura la trovate qui, con dovizia di particolari. All'ecomuseo sarete accolti da Maria Rosa e da suo marito Luigi, custodi di tutto il sapere che pervade il luogo. Il giro parte dall'Aula Didattica, dove vi sarà fatto vedere un video introduttivo, per proseguire poi nella "sala immersiva", un'incredibile linea d'orizzonte, lunga oltre 11 metri, animata soltanto da suoni dell'ambiente e canti di uccelli: 16 minuti di contemplazione della valle. C'è poi la casa-laboratorio, dove si tengono le dimostrazioni pratiche di lavorazione delle erbe palustri, c'è la visita al ciclo delle 5 erbe, dove sono visibili manufatti realizzati con le diverse erbe, centinaia di reperti originali. C'è la sezione "giochi di una volta", dove i bambini possono giocare con materiali di recupero e la bravissima Maria Rosa dà dimostrazione di come sia possibile intrattenere i piccoli spettatori e farli divertire anche soltanto con un fazzoletto e l'abilità delle mani. Molto interessante anche la parte dedicata alla bioedilizia, ho imparato personalmente tante cose nuove.

 

La visita prosegue all'esterno, nell'Etnoparco, dove troviamo dei bellissimi esemplari di costruzioni rurali in canna palustre: i capanni, unica costruzione a impatto ambientale zero, in totale armonia con l'ambiente circostante. Maria Rosa vi spiegherà come il capanno sia da considerarsi fra le costruzioni più durevoli e antisismiche esistenti, ve ne mostrerà gli interni e vi farà vedere anche un orto molto originale.

 

L'ecomuseo dispone anche di un'area ristoro, con cucina attrezzata, dove si tengono laboratori, incontri, e dove vengono promossi i prodotti del Consorzio "Il Bagnacavallo".

L'associazione è molto attiva nell'organizzare percorsi didattici per le scuole, eventi rivolti agli abitanti della zona e ai turisti, che qui vengono chiamati ospiti. Maria Rosa e Luigi custodiscono questo gioiello con grande perizia e passione, hanno voglia di portare avanti una tradizione meravigliosa e importante, che rischia di essere dimenticata dalle generazioni future. 

 

Silvana

Scrivi commento

Commenti: 1
  • #1

    Ocean Finance and Mortgages Limited (venerdì, 23 giugno 2017 07:39)

    Hai bisogno di un prestito? Se si! Contattare Ocean Finance and Mortgages Limited ® per piccole e grandi quantità di prestiti. Dedichiamo un prestito al tasso di interesse del 2%. Contattaci oggi via e-mail all'indirizzo oceanfinance459@gmail.com Doniamo anche da. £ 5mila sterline a 100 milioni di sterline per individui e aziende, il credito è aperto a tutti indipendentemente dalla nazionalità.