Venezia in un pomeriggio di aprile

Venezia, Venezia, quanto è stato scritto di questa città? Unica al mondo, regina del carnevale, piena di turisti fino a scoppiare, le gondole, piazza san Marco, il teatro  La Fenice, bella da togliere il fiato, i negozi di souvenir per il turismo di massa e le botteghe di artigianato nascoste, i ponti, le calli, il vino e gli spritz. Venezia è magica, non ammetto smentite su questo. Fosse soltanto per la sua posizione, perché è adagiata sull'acqua con una delicatezza e una grazia che ho visto poche volte nel mondo, Venezia emoziona.
All'inizio di aprile, in una domenica pomeriggio soleggiata e anche piuttosto calda, abbiamo accompagnato Stefania e Giovanna in un tour che tocca alcuni dei punti nevralgici di Venezia. Considerando che era la loro prima volta a Venezia, abbiamo cercato di conciliare questo con il nostro "stile" di accompagnamento, che ci spinge a visitare posti fuori dai circuiti più battuti, e quindi la passeggiata ha alternato momenti turistici ad altri vissuti come veri veneziani. Partendo dal ponte delle Guglie, ci siamo dirette verso Rialto, uno dei più antichi centri commerciali di Venezia. Il mercato del pesce di Rialto si estende tra Campo de la Pescaria e Campo san Giacometo, (purtroppo la domenica è chiuso) merita di sicuro una visita, essendo un luogo storico per i veneziani, che fanno la spesa qui e poi si dirigono magari in uno dei numerosi bacari della zona per fare un aperitivo; insomma, un luogo pittoresco e verace. In campo san Giacometo è collocato anche il Gobbo di Rialto, una statua del XVI secolo, punto di arrivo dei condannati, e sempre qui abbiamo fatto la nostra prima sosta al Bancogiro, un'antica osteria che prende il nome dal Banco del Giro, una banca pubblica  istituita dalla Repubblica di Venezia nel 1524 ed esistita fino al 1806. Abbiamo assaggiato tipici "cicheti" veneziani, sarde in saor e baccalà mantecato, accompagnati da un ottimo vino e con vista mozzafiato sul canal Grande. Abbiamo poi proseguito verso l'antico quartiere a luci rosse di Venezia, attraversando il ponte delle Tette, dove le meretrici esibivano la loro merce alle finestre. Nel cinquecento, la Serenissima registra infatti un incredibile aumento dell'omosessualità, potenziale danno d'immagine per una città così potente a livello commerciale, e per limitare i danni consente alle cosiddette "carampane" (termine di origine veneziana che indica una prostituta in età avanzata) di affacciarsi a seni scoperti dalle finestre delle loro case, per invogliare gli uomini a salire. Sapevate che 
Venezia era famosa non soltanto per il commercio, ma anche per essere molto libertina? Basti sapere che in un censimento del 1509 si contavano ben 11.000 donne che facevano quel mestiere.
A questo punto, passando per Calle delle Do Spade, siamo stati rapiti da un profumo delizioso di frittura di pesce: è la bellissima Cantina Do Spade, in attività dal 1488, dove abbiamo bevuto un'ombra accompagnato da fritture ancora calde, croccantissime, polpo al sugo e tante risate. Lo sapete, vero, cos'è un'ombra di vino? Bere un'ombra a Venezia è un rito di aggregazione. La leggenda vuole che in tempi lontani il vino venisse servito in piazza San Marco da venditori ambulanti. Questi erano soliti seguire l'ombra del Campanile affinché il vino rimanesse fresco: da qui l'uso di chiamare il bicchiere di vino "ombra".
Mentre il sole tramontava, ci siamo trovati in Campo San Giacomo dall'Orio, un posto molto frequentato dai veneziani stessi, animato infatti da bambini che giocavano a pallone e persone che chiacchieravano sulle panchine. La luce meravigliosa ci ha fatto ammirare al meglio la chiesa del IX secolo, una delle più antiche di Venezia. Da lì, è stato un girovagare tra calli e ponti, tra panni stesi nel fresco della sera e finestre intarsiate alla perfezione, tra leggende e storie, fino a raggiungere la stazione dei treni.
Venezia incanta, non si va via da questa città senza la voglia di tornarci, di scoprire di più, di vederne ancora e di cercarne l'anima nascosta.

 

(Fotografie di Stefania Carnevale)

Silvana

 

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Commenti: 2
  • #1

    Giovanna (mercoledì, 27 aprile 2016 09:40)

    Concordo, Venezia è magica ogni angolo merita una sosta per godere a pieno della bellezza di questi luoghi! Grazie alla vostra compagnia abbiamo potuto apprezzarne non solo la sua bellezza "turistica" ma abbiamo potuto assaporarla, e godere di storie di vita vissuta!! Grazie di cuore soprattutto per la piacevole compagnia e la passione che trasmettete nel vostro lavoro!!! Al prossimo viaggio Giovanna

  • #2

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