I rimedi di Mattei parlano della sua Rocchetta

La Rocchetta Mattei pare quasi, o forse lo è, una costruzione fantastica. Si trova nella Valle del Reno, a Riola, nel comune di Grizzana Morandi, non molto distante dal capoluogo emiliano. Riaperta al pubblico lo scorso agosto 2015, ha da subito riscosso un enorme successo di visitatori, tanto che la biglietteria ha dovuto imporre la prenotazione obbligatoria. Il suo ideatore, il conte Cesare Mattei, alchimista e padre dell'elettromeopatia ha vissuto in questo magnifico castello in stile medievale-moresco e ha lasciato dietro di sé un'ombra di mistero e magia che rende ancora più affascinante il racconto della sua avvincente storia. La dinastia dei Mattei risale al 1600; il nonno di Cesare, andrea Mattei, si era trasferito a Bologna nel 1776 e aveva fatto fortuna con il commercio di canapa, con le compravendite di terreni e con l'acquisto di beni confiscati alla chiesa. A 18 anni, nel 1827, Cesare ereditò tutto il patrimonio famigliare alla morte del padre. Uomo colto e illustre, fu fatto conte e gli vennero affidati importanti ruoli politici. Ma la ragione per cui ancora oggi è ricordato, è per le sue incredibili doti di guaritore. Egli fece della Rocchetta Mattei la meta di riferimento per illustri personaggi che arrivavano da ogni parte del mondo attirati dalle guarigioni miracolose dei suoi misteriosi rimedi elletromeopatici. La Rocchetta venne addirittura usata come marchio di fabbrica per i suoi prodotti. Mattei non scelse questo luogo a caso: la sua posizione, posta su un'altura di 407 metri di altezza, garantiva la riservatezza e l'isolamento che gli servivano per lavorare e infondeva nei suoi pazienti una sorta di effetto benefico garantito. 

Come dicevamo, lo stile del castello è in prevalenza moresco, a cui si aggiunge l'architettura medievale e liberty. Le sue risorse idriche derivavano dal fiume Limentra che gli passa sotto. Ma vediamo meglio come è composto questo fantomatico castello: la scala che conduce all'entrata è stata costruita con i materiali ricavati dalle vicine cave di Montovolo e salendole si incontra un ippogrifo che fa la guardia. Il leggendario animale, un incrocio tra un grifone e un cavallo, è da sempre considerato l'animale dei maghi. Nell'arco di entrata è situata la testa di un leone,  e in alto, un'arpia in vetro piombato multicolore regge il mondo, come se ne fosse padrona. Due cariatide sostengono lo stipite dell'entrata al cortile della fonte battesimale il cui catino proveniente dalla parrocchia di Verzuno ne occupa il centro. Da una delle scalinate di può osservare una parete con numerose croci scolpite e molti pellicani, che simboleggiano i primordi del cristianesimo. Camminando camminando, sarà facile sentire anche i rintocchi della campana del castello dovuti ad uno dei primi orologi elettrici a muro del quale il conte si vantava. Di notevole pregio la Loggia Carolina in stile orientale. La camera da letto, non ancora aperta alle visite si raggiunge attraverso un ponte levatoio, fatto costruire appositamente da Mattei per le sue manie di persecuzione. Spettacolari i cortili, la fontana dei leoni, la sala Pace in stile liberty e lo studio con il soffitto decorato da stalattiti in cartapesta. Al piano superiore della cappella si trova la stanza che custodisce le spoglie del conte: come da suo testamento, egli riposa dentro un'arca rivestita di maioliche. 

Per scoprire invece da dove deriva la sua ricerca per questa medicina alternativa dobbiamo risalire probabilmente alla morte della madre, che ha probabilmente fomentato la sua avversione per la medicina ufficiale. Si dedicò alla sperimentazione di numerosi prodotti che spesso teneva segreti. Fu un novello alchimista autodidatta che studiò anche i fondamenti di Hahnemann, il fondatore dell'omeopatia, e diede vita a questa scienza alla cui base erano riuniti il potere dell erbe e quello dei liquidi elettrici usati sul corpo per bilanciare le polarità. Con la commercializzazione dei suoi prodotti anche all'estero, fece della sua dimora il centro della nuova medicina conosciuta in tutto il mondo, dando un incredibile valore al territorio sperduto nel quale risiedeva. In questi anni di grande fermento fece della Rocchetta una vera e propria corte composta da personale di intrattenimento per coloro che lo andavano a trovare. Nonostante ciò, per ragioni ancora e forse per sempre sconosciute, si chiuse al resto del mondo e morì in solitudine il 3 aprile del 1896. Ma la fortuna dei suoi rimedi non cessarono con la sua morte, anzi contarono innumerevoli successi, anche grazie al figlio adottivo Mario Venturoli Mattei che proseguì la produzione delle ricette del padre. Solo dopo il 1945 il Ministero della Sanità impose al Laboratorio Farmaceutico Elletromeopatico Mattei la dichiarazione dei componenti fitoterapici contenuti nei suoi rimedi, ma non la preparazione. Si scoprì così che la base di alcuni suoi medicamenti era composta dalla pianta della cannabis, vietata a partire dal 1958. Il laboratorio cessò completamente di la sua attività nel 1969. 

A proposito invece degli studi che il conte fece sulle proprietà informative dell'acqua biologica presente nel corpo umano, ci sono oggigiorno innumerevoli teorie che dimostrano come alcune malattie lascino delle tracce nell'acqua attraverso segnali ellettromagnetici che possono poi essere studiati. Cesare Mattei si impegnò a lungo in esperimenti sulle diluizioni dei liquidi connessi alla preparazione dei suoi rimedi e forse questo era proprio il segreto del suo successo, forse sì, forse no. La verità rimarrà celata all'interno della splendida dimora che per tanto tempo lo ha osservato come una servo fedele e che continua a mantenere i suoi segreti.

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Commenti: 3
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