La fiaba di Dozza

Quando abbiamo pensato ai tour da suggerirvi nel nostro sito, Dozza è stato uno dei primi luoghi nominati, all'unanimità, da tutte e tre. Il motivo è facile da comprendere, scommetto che dopo aver letto questo articolo sarete d'accordo con noi. Dozza è un comune in provincia di Bologna e a pochi chilometri da Imola, un grazioso borgo medievale arroccato sull'appennino tosco-romagnolo. Il suo nome deriva da "doccia", a causa della povertà idrica della zona, e da un acquedotto che accumulava acqua dal Monte del Re in una cisterna; proprio nello stemma cittadino si vede infatti un grifone che si abbevera ad una "doccia". Il territorio è di per sé meritevole di visita, per le distese di vitigni e per la dolcezza delle colline e delle campagne rigogliose che rilassano la vista e i sensi tutti. In particolare, Dozza ha due tesori meravigliosi, di cui il secondo è in realtà moltiplicabile per tante opere d'arte, come vedremo.
Il monumento che domina il paese è la maestosa Rocca Sforzesca, struttura medievale conservata in ottimo stato anche nei suoi interni. La sua ultima ricostruzione è stata voluta nel tardo Quattrocento da Caterina Sforza, Signora di Imola e di Dozza. La rocca così come la vediamo oggi è però il risultato della trasformazione da struttura militare a palazzo signorile terminata da Antonio Campeggi nel 1594 per volontà della famiglia bolognese dei Malvezzi. Alla rocca si accede attraversando un piccolo ponte, che conduce a un cortile nel quale si trovano l'entrata del castello e l'entrata, nei suggestivi sotterranei, dell'Enoteca Regionale dell'Emilia Romagna. Il primo piano, o piano nobile, corrisponde all'antica residenza dei Campeggi-Malvezzi, che vi dimorarono fino al 1960, con arredi bellissimi e ottimamente conservati. Attraverso una scala si accede al torrione dei Bolognesi, e da questo si arriva al Torresino, il torrione posto a lato dell'ingresso. I camminamenti sulle torri rivelano un panorama mozzafiato, soprattutto nelle giornate dal cielo limpido. Scendendo al piano terra, nel cortile con loggiato, troverete la lavanderia, le antiche prigioni con le celle di segregazione, che conservano ancora le scritte dei detenuti sui muri, e la meravigliosa cucina con madie, casse, tavolo e svariati utensili. Vi sembrerà di vedere con i vostri occhi la preparazione delle vivande, tanto è perfetto lo stato di manutenzione. Non si può lasciare la rocca senza aver visitato l'Enoteca Regionale, dove troverete oltre 800 etichette, oltre a un wine bar per degustazioni guidate.
Il secondo tesoro di Dozza è la Biennale d'arte contemporanea "Muro dipinto", nata negli anni Sessanta. Questa rassegna di pittura ha letteralmente trasformato Dozza in una città dipinta, facendone un vero e proprio museo a cielo aperto. Ogni due anni, nel mese di settembre degli anni dispari, artisti da tutto il mondo, finora circa 200, vengono qui e dipingono le facciate delle abitazioni, a diretto contatto con il pubblico. I dipinti sono tanti, di varia grandezza e misura, si inseriscono tra le finestre, le porte, gli archi, si intrecciano con la storia e il panorama di Dozza, diventandone un corpo unico. Un omaggio a Corto Maltese, persone intorno a un tavolo, figure mitologiche, donne bellissime, animali, immagini di terre lontane, vi lasceranno a bocca aperta, catapultandovi in un'altra dimensione. Dal 2007 il Muro Dipinto si articola sia nel borgo antico di Dozza che nella parte "moderna" di Toscanella, dove trovano spazio in particolare writers e street artists. Le opere dipinte nel corso degli anni sono visibili ovviamente tra le strade del borgo e anche nella Rocca Sforzesca, dove sono state collocate le opere tolte dai muri per un problema di conservazione, e i tantissimi bozzetti.  
Se tutta questa bellezza non vi avesse ancora convinto a visitare Dozza, aggiungiamo un altro evento che dal 2014 ha sede qui: Fantastika, dedicato all'arte fantasy. Mostre, incontri e rappresentazioni all'interno del museo della Rocca. Fantastika si svolge tutti gli anni pari, l'ultimo weekend di settembre.
Inutile forse aggiungere che la gente di Dozza conosce bene il valore prezioso dell'accoglienza, e sarete coccolati da un calore tutto romagnolo. Quindi, andare al mini market significa chiacchierare con il salumiere che, se lo vorrete, vi farà assaggiare i vari tipi di formaggio locale e l'ottima mortadella. Se poi dal fornaio acquisterete dei pezzi di crescenta, la scelta migliore sarà quella di fare un picnic nelle aree appositamente attrezzate nel parco adiacente alla Rocca. Da qui, godetevi il panorama che si apre maestoso davanti a voi.
Qui potete dare un'occhiata all'itinerario che abbiamo pensato per voi!

Silvana

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Commenti: 1
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