La maschera veneziana ed i misteri che la avvolgono

Venezia, si sa, fu una delle più longeve e floride Repubbliche della penisola e per questo una delle più gloriose. Ecco perché vanta tradizioni e costumi di notevole importanza... e a proposito di costumi, un elemento veramente caratteristico di Venezia è proprio la maschera.

"Buongiorno Siora Maschera!" (termine che deriva dall'arabo mascharà, scherno) era il saluto consueto durante il carnevale di Venezia, rara occasione in cui chiunque poteva provare l'illusione di sentirsi uguale agli altri, senza distinzione di sesso, classe sociale ed identità personale.

I documenti più antichi che si riferiscono a questo accessorio sono datati 1268, quando la Serenissima decretò l'uso limitato della maschera, con lo scopo di porre fine alle burle dei mataccini, uomini mascherati che lanciavano uova riempite di acqua di rose sulle povere donzelle che gironzolavano per le calli.

Nel tempo la limitazione dell'uso della maschera prese sempre più piede; in fondo, se essa serviva durante il Carnevale (la cui data d'inizio combaciava curiosamente con il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano) per sentirsi tutti uguali, per lo stesso motivo si diventava difficilmente identificabili dalle autorità, e tale situazione non piaceva affatto alla Repubblica.

Coloro che trasgredivano la legge, destinata soprattutto alle prostitute che indossavano la maschera, erano condannati ad essere frustrati da Piazza San Marco fino a Rialto, per poi essere posti in berlina tra le due colonne in Piazza San Marco; successiva alla pena fisica, la pena morale: banditi da Venezia per ben quattro anni e costretti a pagare una multa di 500 lire alla Cassa del Consiglio dei Dieci.

Le trasgressioni considerate immorali costrinsero dunque ad autorizzarne l'uso solo durante il periodo del Carnevale ed in alcune feste comandate.

Nonostante ciò, questa tradizione non andò persa nel tempo anzi, durante il XVIII secolo si intensificò la produzione, tanto che i maschereri (artigiani che creavano queste opere d'arte) furono costretti a commissionare moltissime maschere a piccoli laboratori che lavoravano "in nero", proprio per accogliere le richieste della clientela proveniente da tutta Europa.

Le maschere degne di nota sono:

  • la Baùta, maschera tra le più celebri e comuni. Spesso accompagnata da un mantello chiamato tabarro.  Utilizzata indifferentemente sia da uomini che da donne, essa era spesso indossata non solo durante il Carnevale, ma anche in occasione di feste o di spettacoli al teatro. Si dice addirittura che sia la maschera più comune, proprio per l'utilizzo quotidiano che se ne faceva.
  • La Moretta, tipica maschera femminile, era unicamente indossata dalle donne. Originaria della Francia, dove le donne erano solite indossarla durante le visite alle monache, era probabilmente la più amata dal gentil sesso, in quanto molto raffinata: la sua forma ovale ed il velluto nero di cui era fatta, permetteva alle dame di adornarla con cappellino e/o accessori raffinati. Si trattava di una maschera muta, tanto che inizialmente la si indossava tenendola in bocca con un perno;pertanto era molto amata anche dagli uomini.
  • il Medico della Peste era inizialmente una maschera senza alcuno scopo carnevalesco, bensì sanitario. Ideata dal Dottor Charles de Lorme, essa era utilizzata dai medici durante la drammatica pestilenza del 1630 a Venezia, con la speranza alquanto ingenua  di essere protetti dai pericoli mortali dell'epidemia. Il suo becco adunco, riempito di essenze medicamentose, era però molto utile al medico che doveva curare i pestilenti, in quanto gli permetteva perlomeno di non respirare gli odori delle carni putrescenti. In tempi più recenti questa maschera fu utilizzata anche durante il Carnevale, quasi a ricordare i sentimenti contrastanti ed opposti della vita che vince sulla morte.

Ai giorni nostri la goliardia e l'eleganza delle maschere durante il Carnevale rendono questa città ancora più bella, la colorano e la pervadono tutta, in ricordo di quello che fu, che è e che sarà: la città del Carnevale.

Ancora oggi vi sono alcuni laboratori artigianali di maschere che, su richiesta, organizzano piccoli corsi di qualche ora proprio per imparare l'arte della decorazione. Vi aspettiamo per provare questa esperienza insieme a noi!

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