Villa dei Vescovi

" [...]Sorge in cima ad una collinetta e i suoi due orgogliosi loggiati fissano, immobili, il singolare panorama che probabile sia unico al mondo. Sorgono infatti all'intorno alcuni dei migliori Colli Euganei i quali, per non essere deturpati da colture, per non portare sulla sommità' alcuna fabbrica e per la tipica sagoma a cono che allude a preistoriche eruzioni, risultano oltremodo puri e misteriosi” .

 

Così Dino Buzzati, in Cronache Terrestri, descrive magistralmente questo piccolo angolo di paradiso, raccolto nel verde e nella tranquillità dei Colli Euganei, e più precisamente a Luvigliano, frazione di Torreglia (PD). 

Quando si approda alla Villa, è impossibile non accorgersi della maestosità dell'edificio, in un battibaleno ci si rende conto dello studio accurato, della maestria degli artisti che hanno contribuito a costruire questo primo esempio di architettura veneta pre-Palladiana in ambito extra urbano. Già nel 1529, con l'aiuto del suo amministratore di beni, tale Alvise Cornaro, e del celebre architetto Giovan Maria Falconetto, il Vescovo di Padova Francesco Pisani concepì la Villa come seconda residenza della diocesi, per ritirarsi a "contemplazione", come erano soliti la nobiltà ed i pensatori negli anni del Rinascimento.

Il tema della Villa, attualmente bene del FAI (Fondo Ambiente Italiano), rispecchia tutt'ora il binomio tanto caro agli umanisti: l'uomo e la natura, l'architettura ed il paesaggio si fondono in un unico elemento, nel pieno rispetto dei canoni classici architettonici.

Ed ecco spuntare dalla collina un edificio su base quadrata, con due logge, due scale monumentali, giardino all'italiana e un fregio di tutto rispetto. Il Patere (bassorilievo ornamentale tipico delle ville Venete, ma anche molto presente lungo le strade di Venezia), il bucranio (crani di bue, in tempi classici vere e proprie teste di animale esibite fuori dai templi in seguito a un sacrificio) e Vittorie Alate creano facciate di notevole bellezza.

La costruzione della Villa ha incontrato numerose modifiche ed aggiunte. Basti pensare che ai tempi di Francesco Pisani sorgeva addirittura un impluvium centrale (una vasca in corrispondenza di un foro sul tetto, per raccogliere l'acqua piovana e diffondere la luce naturale all'interno delle stanze), successivamente coperto per avere una sala di rappresentanza più grande, voluta dal Vescovo Niccolò Giustiniani nel 1700.

Forse, però, l'elemento che più cattura la vista sono gli affascinanti affreschi dell'artista Lambert Sustris, pittore fiammingo con velleità rinascimentali, il quale affrescò sia tutte le stanze del piano nobile che le logge, ovvero il porticato dell'edificio. Anche in questo caso lo scopo principale del pittore era di portare all'interno della Villa elementi naturali, con richiami a paesaggi nordici ed al tema di elementi classici.

Il FAI ha impiegato ben sei anni di restauro prima di poter inaugurare la Villa al pubblico ed il suo contributo è stato più che fondamentale: ha infatti ripristinato il giardino all'italiana su progetto del '500, si prende cura del giardino, della manutenzione dell'orto e di molto altro. Organizza eventi di rilevanza nazionale, come ad esempio lo Yoga Festival, aperitivi estivi e (su specifica richiesta) matrimoni.

Inoltre, per chi volesse assaporare l'ebbrezza del soggiornare al suo interno, vi è a disposizione una foresteria, gestita dal Landmark Trust.

In qualità di volontaria del FAI vi consiglio caldamente una visita alla Villa, la domenica (da marzo a dicembre) vi racconteremo la sua storia, a partire dalle sue origini (si ipotizza addirittura che il primo edificio, venne costruito nel XIII° secolo) fino all'ultimo proprietario privato, Vittorio Olcese.

Inoltre per i soci FAI una possibilità più unica che rara: la possibilità di vivere la Villa a 360° gradi, passeggiando tra i vigneti e vicino al laghetto, bevendo un caffè alla caffetteria presente al piano terra, leggendo un libro sotto le logge monumentali.

Insomma, un'esperienza veramente da provare! 

 

Laura

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Commenti: 2
  • #1

    claudia baldin (lunedì, 17 ottobre 2016 22:56)

    la frase che ha riportato si trova su una delle targhe letterarie del Parco Letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei www.parcopetrarcaedeicollieuganei.it che si trova sul muro di cinta della villa

  • #2

    Ocean Finance and Mortgages Limited (venerdì, 23 giugno 2017 07:42)

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