Una gubana sul Natisone

Affondare i denti in una soffice, dolce (ed alcolica!) torta dai sapori d'Oltralpe è una di quelle esperienze catartiche da provare almeno una volta nella vita.

Non bisogna fare il giro del mondo per provare questo dolce ipercalorico, basta una deviazione verso l'Italia che più a est non si può: il Friuli.

Nonostante gli innumerevoli viaggi all'estero, mi sono resa conto di non essere abbastanza degna del titolo di "cittadina del mondo" fino a quando non conoscerò abbastanza bene le regioni che contornano la mia, anche perché sarebbe un sacrilegio non farlo!

Con la scusa di incontrare mia sorella, io e Marco partiamo alla volta di Udine in un caldo e soleggiato sabato di primavera. Udine si presenta ai nostri occhi come una città ricca di patrimoni da salvaguardare, tra cui il frico!

Il viaggio culinario al quale mia sorella ci ha invitati assume i toni di una sinfonia classica: frico, cjarsons, muset e bruada, blec, struchi, per culminare nell'estasi dei sapori, una nota di gubana a fine opera. Ho come l'impressione di essere risucchiata in un vortice di sapori che farò fatica ad abbandonare, anche per una questione puramente "fisica": chissà se tutte le parti del mio corpo sono rimaste delle stesse dimensioni!

Lascio così il succulento banchetto per visitare il "capoluogo del Friuli", Udine. 

Da bravi e diligenti turisti della domenica visitiamo piazza Libertà, la Loggia del Lionello ed il Castello il quale mi ricorda per un certo non so che (forse un leone di S.Marco sull'arco di accesso?) che Udine è stata sotto dominio della Serenissima per molto tempo. 

Il giorno dopo, colpevoli dei peccati di gola al sapore di grappa, partiamo alla volta della falesia tra le "valli del Natisone". Finalmente tocca a noi, arrampicata-non-stop a Ponte San Quirino, lungo la "forra" delle acque cristalline del Natisone. E se Udine aveva provato a sedurmi con tutte quelle delizie, Cividale del Friuli mi conquista, senza nemmeno che me ne accorga... La cornice in cui è inserita la falesia, con i gradi di difficoltà dei più variegati, lo rende un posto indimenticabile.

La roccia è buona, ma non eccezionale: con il paesaggio si compensa definitivamente la bellezza delle vie, il cui maggior problema, probabilmente, è la lunghezza, che non supera i 15mt...E se andate con la buona stagione, un bagno nel Natisone è obbligatorio!

Dopo le fatiche della giornata, i due guerrieri trovano riposo a Cividale del Friuli. Altra sorpresa, altre emozioni: gli struchi (dolci ed alcolici fagottini fiulani) assaporati sul ponte di Cividale mi lasciano completamente senza parole (il che di solito è dura!) ed in qualche modo riportano la mia memoria a quel ponte a Mostar, in Bosnia, in cui i ragazzini si tuffano per qualche dollaro. 

Il mio intuito trova conferma in ciò che vedo: sto ritrovando a due passi da casa ciò che ho cercato altrove.

 

Laura